martedì 4 dicembre 2012

La fine dell'immortalità


Marzo, il 17 credo,al pomeriggio c'era stata la  Milano-Sanremo che allora si correva il giorno di San Giuseppe , aveva vinto Moser, era il 1984. Manca poco al termine della partita. Io sono in porta e l'Israeliano del sanremo viene in contropiede. Io come al solito esco a croce.Non ricordo se abbia o meno segnato, quello che ricordo è un "crac"  al ginocchio destro. mi sembra che innaturalmente si sia piegato di lato invece che avanti o indietro. Poi un dolore acuto, e il ginocchio inizia a gonfiarsi.
Ecco, sono riuscito a datare il momento in cui ho smesso di sentirmi "immortale".
Fino ad allora, saltavo, mi arrampicavo, facevo cose che ora mi danno i brividi dalla paura, me ecco, che la natura mi diceva che anche io, come i miliardi prima e i miliardi dopo, ero umano.
Dopo quella volta sono state tante le volte in cui la mia sicurezza è stata ri-tarata. Ancora oggi mi capita. Sono gli avvisi che il nostro corpo ci dà per dirci che fino ad ora siamo riusciti, mentre da ora in avanti, se vogliamo stare bene, dobbiamo limitarci.
Devo essere sincero. all'inizio mi ha un poco destabilizzato il rendermi conto che "non ero più capace", ma poi ho capito, che era meglio che non fossi più capace.Ho finalmente capito che il mondo non è li per me da usare come meglio credo.
Sono anche stato fortunato, perchè fino ad ora, questi avvisi li ho presi molto bene, e sono riuscito a riadattare le mie abitudini alla mia età, che non è decrepita, si badi bene, ma che ha i suoi tempi e modi che sono diversi da quelli che avevo quando ero ventenne.
E sono sempre in attesa del prossimo avviso.

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