venerdì 21 febbraio 2020

Domani si riparte

Domani, così come tante volte, si riparte.
Starò via 4 settimane.tanto e poco.
E difficile spiegare quello che succede quando si parte per un viaggio simile.
Probabilmente nella mente umana scatta qualcosa che appunte serve per affrontare nel miglior modo possibile questa situazione.
Toccherò 7-8 città in questo viaggio farò 10 voli., ecco perché poco. ormai mi avvicino ai 60 anni e il tempo, come si dice, vola. Da Natale a ferragosto è un attimo. e man mano che si invecchia sembra sempre meno.
Mentre si viaggia no. Il tempo torna a dilatarsi come quando si era bambini. Forse perché la corsa, la fretta, fa diventare quello spicco di vita, breve come la vita di un bimbo.
Appena ci si sposta in una nuova città sembra di essere stati in quella precedente mese prima. E' strano. Appena si entra in Aereo, per partire, si entra in un mondo parallelo. Un mondo completamente diverso da quello della vita di tutti i giorni. E, se il lavoro piace, è si stancante, ma pure stimolante. 
Proverò questa volta, come avevo già in passato fatto, a narrare quelle che sono le avventure di questo e spero dei prossimi viaggi. Questo sarà molto interessante in quanto proprio nel pieno del Coronavirus.
A presto.

martedì 4 dicembre 2012

La fine dell'immortalità


Marzo, il 17 credo,al pomeriggio c'era stata la  Milano-Sanremo che allora si correva il giorno di San Giuseppe , aveva vinto Moser, era il 1984. Manca poco al termine della partita. Io sono in porta e l'Israeliano del sanremo viene in contropiede. Io come al solito esco a croce.Non ricordo se abbia o meno segnato, quello che ricordo è un "crac"  al ginocchio destro. mi sembra che innaturalmente si sia piegato di lato invece che avanti o indietro. Poi un dolore acuto, e il ginocchio inizia a gonfiarsi.
Ecco, sono riuscito a datare il momento in cui ho smesso di sentirmi "immortale".
Fino ad allora, saltavo, mi arrampicavo, facevo cose che ora mi danno i brividi dalla paura, me ecco, che la natura mi diceva che anche io, come i miliardi prima e i miliardi dopo, ero umano.
Dopo quella volta sono state tante le volte in cui la mia sicurezza è stata ri-tarata. Ancora oggi mi capita. Sono gli avvisi che il nostro corpo ci dà per dirci che fino ad ora siamo riusciti, mentre da ora in avanti, se vogliamo stare bene, dobbiamo limitarci.
Devo essere sincero. all'inizio mi ha un poco destabilizzato il rendermi conto che "non ero più capace", ma poi ho capito, che era meglio che non fossi più capace.Ho finalmente capito che il mondo non è li per me da usare come meglio credo.
Sono anche stato fortunato, perchè fino ad ora, questi avvisi li ho presi molto bene, e sono riuscito a riadattare le mie abitudini alla mia età, che non è decrepita, si badi bene, ma che ha i suoi tempi e modi che sono diversi da quelli che avevo quando ero ventenne.
E sono sempre in attesa del prossimo avviso.